Categoria: Parkour

  • Il Parkour Contro la FIG: Il Parkour è in pericolo?

    Il Parkour Contro la FIG: Il Parkour è in pericolo?

    La comunità internazionale di Parkour sta combattendo contro la FIG (Federazione Internazionale di Ginnastica). La FIG, che da diversi anni sta attraversando un periodo di declino, pare che abbia ben pensato di risollevare le sue sorti cercando di appropriarsi (in maniera poco trasparente) del Parkour.

    In un annuncio ufficiale pubblicato online, la APEX School of Movement ha annunciato di aver disdetto la sua collaborazione con la FIG. Da APEX hanno dichiarato che “gli interessi della FIG non coincidono con quello che noi pensiamo sarebbe un passo avanti per la comunità internazionale di Parkour”.

    All’inizio di maggio la FIG ha annunciato la sua intenzione di creare una nuova disciplina della ginnastica basata sulle competizioni di obstacle races. Le specialità previste sono due, una di corsa a tempo e l’altra basata sullo stile, valutato da una giuria.

    Il team di APEX già da tempo organizza obstacle races basate sul Parkour, ed è per questo motivo che la FIG lo ha voluto come partner. La prima competizione nata da questa collaborazione doveva tenersi questo mese presso il Festival International des Sports Extrêmes World Series (FISE). Sembra che anche un membro del Comitato Olimpico Internazionale avrebbe dovuto essere presente al fine di valutare la possibile inclusione di questa disciplina nei prossimi giochi olimpici. Tuttavia prima dell’evento APEX ha interrotto la collaborazione, dichiarando che le promesse fatte dalla FIG non erano state onorate. La competizione è quindi stata annullata.

    Fra i motivi che hanno portato APEX ad abbandonare l’organizzazione dell’evento vi sono:

    Il fatto che l’organizzazione di questo evento era stata proposta come collaborazione. Non vi era stata nessuna menzione sul fatto che la FIG diventasse l’organo di controllo del Parkour, con il privilegio di stabilire regole e controllare il processo di rilascio dei patentini degli insegnanti di Parkour.

    La scoperta di informazioni sul fatto che la FIG stava pianificando di estromettere pian piano APEX e di assumere il controllo totale sul Parkour. Ad APEX erano stati assicurati due seggi nel comitato direttivo che avrebbe controllato queste obstacle races. Tuttavia da due i seggi sono diventati uno. Infine APEX ha scoperto che la FIG aveva preparato una proposta per cambiare le regole di composizione di questo comitato, e quindi APEX avrebbe molto probabilmente perso anche quest’unico seggio nel 2018.

    In tutte le dichiarazioni rilasciate ai media dalla FIG, APEX non è stata quasi mai menzionata. Questo ha aumentato i sospetti sul fatto che la FIG fosse in malafede.

    Ad APEX era stato assicurato che alcuni termini sarebbero stati off-limits, data la natura non competitiva del Parkour e il fatto che questa collaborazione era stata intesa come mirata alla creazione di una nuova disciplina olimpica e non all’assorbimento del Parkour all’interno della FIG. I termini “proibiti” erano: parkour, gymnastics, freerunning, art du déplacement e parcours gymnastics. Tuttavia nelle sue dichiarazioni ai media la FIG ha più volte utilizzato questi termini.

    Ultimo, ma non meno importante, APEX fin dall’inizio aveva richiesto la stesura di un contratto che contenesse anche le sopracitate clausole. Tuttavia la FIG ha sempre addetto scuse e ritardato la stesura di questo contratto e le ripetute richieste di APEX in merito non sono mai state ascoltate.

    La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’intervista del segretario generale della FIG, André Gueisbuhler: “al momento i praticanti di Parkour non sono organizzati. Il loro spirito è quello di essere liberi e non organizzati. Eppure vogliono avere delle competizioni. Ma se vogliono delle gare, hanno ovviamente bisogno di un minimo di regole e organizzazione per creare competizioni di successo. Sono sicuro che la FIG è la federazione internazionale più qualificata per sviluppare ulteriormente il Parkour”. Dopo questa dichiarazione l’intento della FIG di prendere il controllo sul Parkour era palese. Guarda caso, a seguito delle polemiche degli ultimi giorni, questa intervista è stata rimossa.

    In tutto questo, il gruppo The Mouvement (anch’esso partner dell’evento) è stato accusato di una mancanza di trasparenza. Non si conosce l’identità degli attuali direttori esecutivi e perfino alcuni dei membri fondatori di The Mouvement non erano a conoscenza della collaborazione con la FIG. Infatti, nella sua dichiarazione, APEX ha dichiarato di “aver ricevuto informazioni su un piano che prevede di sciogliere The Mouvement e di far diventare il suo ex presidente (a quanto pare David Belle) membro del comitato esecutivo della FIG”.

    Diverse personalità e associazioni del Parkour dei vari stati (Parkour UK, Fédération de Parkour, New Zealand Parkour Association, Australian Parkour Association e altre) hanno in seguito pubblicato lettere di critica alla FIG. Le potete trovare alla fine di questo articolo.

    Il Parkour come sport attualmente non ha una chiara regolamentazione internazionale. La situazione è abbastanza complessa e incasinata, ma vi sono come minimo tre principali soggetti che si contendono il controllo: The Mouvement, FIADD (Fédération Internationale des Arts du Deplacement) e la World Freerunning and Parkour Federation. Vista questa situazione non ben definita, APEX ha dichiarato che “è chiaro che se vogliamo proteggere l’autenticità e l’indipendenza del Parkour, la comunità internazionale deve stabilire una federazione internazionale veramente democratica, neutrale e autentica, separata dalla FIG”.

    La FIG è rimasta praticante in silenzio da quando sono iniziate a piovere critiche dalla comunità del Parkour.

    Insomma, la situazione non è del tutto chiara, ma da quanto sta emergendo sembra evidente che alcuni soggetti stiano cercando di imporre il loro “copyright” sul Parkour in maniera poco trasparente. In ogni caso gli interessi (e i soldi) in ballo sono altissimi, ed è quindi bene non giungere a conclusioni affrettate.

    Attualmente la comunità del Parkour sta rispondendo con petizioni e con gli hashtag #wearenotgymnastics e #fightthefig. In questo articolo riporto la traduzione della campagna FIGHT THE FIG lanciata da Muv Magazine. Se siete d’accordo potete firmare la petizione qui.

    Prima di passare alla petizione di Muv Magazine però, riporto i miei pensieri sull’argomento.

    Innanzitutto una premessa: il Movement Training e il Parkour non sono la stessa cosa, anzi. Tuttavia, soprattutto a livello di filosofia e idee hanno molto in comune e, in un certo senso, condividono le stesse radici. È per questo che anche la Movement Culture (la comunità dei movers, i praticanti di movement training) dovrebbe interessarsi a cosa sta succedendo attualmente nel mondo del Parkour. Non è detto che nei prossimi anni qualcosa di simile non accada anche da noi, cerchiamo quindi di capire adesso, se possibile, quale sia la direzione giusta da seguire

    Tralasciando le manovre poco trasparenti che si sono viste, io sarei in ogni caso contrario al fatto che la FIG prendesse il controllo del Parkour per questi due motivi:

    Primo, sotto la FIG il Parkour diverrebbe standardizzato. L’espressività, la creatività e l’individualità che da sempre lo caratterizzano scomparirebbero. I numeri prenderebbero il sopravvento sull’arte. Comitati composti da persone estranee alla cultura del Parkour avrebbero il potere di decidere quale sia la “perfetta” esecuzione di ogni movimento. Questa “perfezione” sarebbe basata su qualche standard teorico e astruso deciso a tavolino. Ciò andrebbe ad appiattire la grande varietà di interpretazione dei movimenti che contraddistingue il Parkour. Quando le cose artistiche iniziano a venir standardizzate si va verso la morte della creatività e della libertà.

    Secondo, sotto la guida della FIG (che avrebbe il potere di stabilire i programmi d’insegnamento e di attribuire la qualifica di istruttore di parkour) l’ambiente del Parkour alla fine cambierebbe drasticamente. I più giovani sarebbero i più colpiti da questo cambiamento. La gioia e il divertimento che i ragazzi provano nel fare Parkour verrebbero spazzate via dai metodi di allenamento aggressivi e traumatici così comuni nella ginnastica artistica e ritmica.I sorrisi e le risate verrebbero rimpiazzati dalle lacrime.

    Non è un segreto che l’ambiente della ginnastica è spesso tossico e che i ragazzi, fin dalla giovane età, vengono spesso “abusati” psicologicamente e sacrificati sull’altare della competizione esasperata, essendo costretti a sopportare uno stress estremo che metterebbe in crisi anche molti adulti ed essendo spesso trattati duramente e impietosamente dagli allenatori. Naturalmente è sbagliato generallizzare, non tutte le squadre e gli allenatori di ginnastica sono così, ma resta un dato di fatto che questi problemi sono molto diffusi in quell’ambiente.

    Il Parkour dovrebbe sempre restare collegato alla libertà, alla condivisione, all’espressione di se stessi, alla creatività e al divertimento.

    Qui comincia la traduzione della petizione di Muv Mag.

    CHE COSA CÈ IN BALLO

    La FIG ha creato sotto altro nome uno sport che è identico o molto simile alla natura fisica del parkour, esclundendone però tutti i valori (appropriazione indebita). La FIG adesso ha il controllo e l’autorità sulle competizioni, sulle licenze, sulle assicurazioni, sui patentini d’insegnamento, così come su regole e regolamentazioni. Adesso hanno anche la possibilità di obbligare gli eventi, le gare e le organizzazioni della preesistente comunità del Parkour a seguire le loro regole. Infine, la FIG ha imposto i valori della ginnastica: ha rimosso i nostri ostacoli del mondo reale e li ha rimpiazzati con semplici strutture e ha sacrificato le nostre tecniche funzionali e biomeccanicamente efficienti all’ ”estetica”.

    APEX (l’organizzazione che gestisce le più grandi competizioni nel mondo del Parkour) si è gia tirata fuori. La FISE (Federazione Internazionale Sport Estremi) in ogni caso includerà ugualmente competizioni di Parkour. David Belle e Charles Perriere stanno collaborando con il presidente della FIG, Morinari Watanabe, nonostante gli altri membri di The Mouvement siano contrari. E i praticanti di tutto il mondo stanno già combattendo! Ti unirai a loro?

    UNISCITI ALLA LOTTA

    Firma la petizione

    Inizia con il tuo nome. Firma la petizione qui e invia una mail ai membri della FIG per fargli sapere che il Parkour non è una loro proprietà di cui possono disporre a piacimento – il parkour è nostro!

    Chiama il rappresentate locale della FIG

    Chiamare richiede solo pochi minuti e può avere un grande impatto. Chiamali e fagli sapere cosa pensi o usa la lettera della petizione come canovaccio.

    Numero italiano: 06 – 879750

    Chiama la FISE

    Chiama la FISE al 33.4.67.40.15.35 o al 04.67.40.15.35 per fargli sapere che non sei a favore del fatto che il Parkour venga rappresentato dalla FIG alla FISE world series di Montpellier.

    Campagna sui social media

    Qui puoi trovare alcune immagini da utilizzare. Inviagliele per messaggio, postagliele e taggale. Fallo ovunque la FIG le possa vedere, finché non si stanchino di vederle. Bisogna fargli capire il nostro messaggio e non possiamo dargli la possibilità di ignorare i fatti. Segui le procedure riportate qui sotto e ricordati di usare gli hashtag:

    #fightthefig #parkourisours #wearenotgymnastics

    Facebook: postale sulla pagina facebook della FIG / postale sul tuo profilo personale / inviale come messaggio / postale come commenti sotto le loro foto più recenti. Linka la petizione e tagga David Belle, Charles Perriere, la FIG e il Comitato Olimpico.

    Instagram: caricale o inviale attraverso messaggio privato. Tagga @davidbelleofficialpage, @charlesperriere_official, @figymnastics, @olympics . Commenta le foto della FIG con #fightthefig #parkourisours #wearenotgymnastics

    Condividere è combattere

    Condividere e diffondere la voce su questa campagna è ugualmente importante. Insieme siamo potenti. Usa I bottoni social presenti sulla petizione o condividi la pagina.

    Lottare per il Parkour

    Tutto evolve, anche il Parkour. Molto è cambiato da quando questo è uscito dal circolo dei fondatori e si è fatto strada nel mondo attraverso internet. Noi crediamo in un Parkour libero e aperto, ma che comunque appartenga sempre al praticante. Mentre rispettiamo e ringraziamo i fondatori per aver trasmesso le loro idee e i loro ideali, questo movimento è loro tanto quanto è tuo e mio.

    E non ci arrenderemo, perché abbiamo lavorato duramente per svilupparlo.

    Qui potete trovate varie risorse su questa controversia:

    Fig-Gate: The Great Parkour Scandal

    ParkourUK Open Letter to Fig

    APEX Ends Collaboration with FIG & Cancels APEX INTL in France

    Australian Parkour Association Open Letter to FIG

    Max Bell on APEX’s Cancellation with FIG

    Parkour International’s Statement on Discussions Between David Belle, Charles Perriere, and FIG

    Leaked Email Stating FIG’s Intent to Create Obstacle Course Competitions

    German Community Open Letter to FIG

    Seb Foucan Steps Down from ParkourUK

    FIG Greenlight Inclusion of New Discipline

    FIG President and Parkour Founders On the Same Wavelength

    FIG Presents Parkour for Olympic Inclusion

    New Zealand Parkour Association Open Letter to Fig

    WFPF Open Letter to FIG

    Yamakasi Founder Malik Diouf Open Letter to FIG

  • Movimento Naturale

    Movimento Naturale

    Il Movimento Naturale è un approccio che sviluppa le capacità fisiche e le abilità motorie, seguendo il percorso evolutivo che ognuno di noi intraprende alla nascita, il quale rispecchia la lenta e lunga storia evolutiva dell’uomo come specie.

    Questo allenamento è alla base del sistema più ampio del Movement Training.

    Nel periodo che va dalla nascita all’età adulta in particolare, lo sviluppo del movimento va di pari passo con quello neurocognitivo, esattamente come fu per la storia della specie homo sapiens. 

    Estremamente affascinante è notare che questo percorso ripercorre in maniera estremamente veloce il lento percorso evolutivo della specie umana (il microprocesso ripete il macroprocesso).

    Il Movimento Naturale si concentra su movimenti funzionali (in senso stretto e no nonsense), sul rendere il corpo forte e atletico e sul ritrovare il benessere della persona riportandola a contatto con la sua natura ancestrale. 

    Il nostro bagaglio motorio si è evoluto in relazione alle nostre necessità di sopravvivenza, e quindi in stretta interrelazione con l’ambiente esterno in cui dovevamo muoverci. 

    Perciò gli esercizi del Movimento Naturale sono per la gran maggioranza pratici, adattabili, efficienti e non fini a se stessi.

    Contenuti dell’articolo:

    SCHEMI MOTORI DI BASE, EVOLUZIONE E AMBIENTE

    Pensa anche a tutti i movimenti che i neonati sviluppano man mano per diventare poi adulti pienamente funzionanti. 

    Questi sono gli schemi motori di base, movimenti fondamentali e generici su cui poi si vanno a sviluppare quelli più complessi e specializzati.

    Per esempio, prima di poter camminare, ogni neonato deve prima rinforzare le anche, il torso e le spalle gattonando. Questo significa che il gattonare è intrinseco a ogni corpo umano. È genetico, è istintivo ed è naturale nel corso della vita umana.  

    È per questo che il crawling, la quadrupedia e i movimenti a terra sono estremamente efficaci nello sviluppare forza a corpo libero. Eccellenti in particolare per creare quel tipo di forza e di coordinazione integrati in tutto il corpo che diventano fondamentali per compiere i movimenti più complessi e avanzati.

    evoluzione schemi motori di base movimento naturale

    In questa categoria sono anche inclusi i movimenti come camminare, correre, trasportare, appendersi, arrampicarsi e così via. 

    L’insieme di tutti questi movimenti dà accesso a tutti gli ambienti che si trovano nel pianeta, quando sviluppati in maniera corretta. 

    Alcuni sistemi, come Il Metodo Naturale di George Hébert sviluppato all’inizio del 1900, si basano su questi tipi di movimenti.

    I movimenti che vengono praticati nel Movimento Naturale sono presenti da tempo immemorabile, hanno accompagnato l’essere umano dall’inizio del suo percorso evolutivo. 

    Questi movimenti i bambini iniziano a svilupparli istintivamente ancora prima di sviluppare la capacità di parlare, e li sviluppano in maniera autonoma senza bisogno che nessuno glieli insegni. Non è un caso che si ritrovino uguali nei giovani in ogni cultura umana, per quanto distante, a differenza delle tecniche del corpo sviluppate più avanti negli anni, che tendono a essere invece connotate culturalmente.

    Il Movimento Naturale divide la sua pratica in vari domini, che racchiudono quasi tutte le possibilità motorie di noi esseri umani:

    Locomozione: camminare, correre, saltare, equilibrio, movimenti a terra (crawling), arrampicare, nuotare.

    Manipolazione: sollevare, trasportare, lanciare, afferrare.

    Combattimento: colpire, lottare.

    A COSA SERVE IL MOVIMENTO NATURALE 

    Questi movimenti appresi istintivamente però peggiorano, fino ad arrivare addirittura a perdersi in certi casi, se si smette di farli. E nella nostra società questo processo d’involuzione, che una volta era un’eccezione, è diventato invece la norma. 

    Il Movimento Naturale ha come obiettivo l’inversione di questo declino, il ristabilire un giusto equilibrio nell’organismo, migliorando la salute, la qualità della vita e la performance dell’individuo.

    Al giorno d’oggi abbiamo tantissimi comfort. Non abbiamo problemi a procurarci il cibo, non dobbiamo difenderci dai predatori.

    Nel mondo moderno molti movimenti come correre, saltare, rotolarsi sembrano essere privi di senso.

    Con l’uso indiscriminato delle automobili poi, sembra che per molti non ci sia più neanche motivo di camminare.

    Questo porta sia a tutta una serie di conseguenze negative che si riflettono sullo stato psicofisico di tante persone, sia a paradossi estremi.

    Abbiamo un’industria del fitness che fattura miliardi, che sforna sempre nuove trovate per “tenerci in forma”.

    Eppure gli stessi istruttori sono spesso incapaci a compiere in maniera corretta anche il più semplice schema motorio di base, se messi alla prova.

    I frequentatori di palestre e di corsi di gruppo spendono tempo e soldi, per trovarsi poi uguali a come sono partiti, o peggio, e inermi di fronte alle eventuali necessità.

    Io credo che una prova molto lampante per valutare lo stato di salute e le capacità di una persona sia osservare come essa si muove in ambiente naturale, su terreni scoscesi, superfici irregolari e terreni di diverso tipo.

    E non parlo di cose estreme, ma semplicemente di cose come scendere al fiume, muoversi in un bosco… Situazioni che qualche decennio fa erano comuni anche nella nostra società.

    Trovarsi in difficoltà in queste situazioni è un chiaro segno di una mancanza a livello fisico, e non solo. 

    Pensa alle esperienze che sono precluse, alla mancanza di consapevolezza, alle paure e ai dubbi che vanno a formarsi in questi casi.

    Il motto che Hébert applica alla sua pratica è: essere forti per essere utili. Questo significa essere preparati a far fronte alle situazioni in cui è necessaria una buona preparazione fisica.

    Nella sua esperienza in marina Hébert aveva visto come chi era atleticamente più preparato non solo riusciva a badare meglio a se stesso, ma ad aiutare anche altri che fossero in difficoltà.

    Nel nostro mondo moderno questa visione assume una dimensione ancora più cogente: oggi spesso situazioni di questo tipo sono d’emergenza e di necessità assoluta.  

    UNA BREVE STORIA DEL MOVIMENTO NATURALE: HEBERT, SELVAGGI, PARKOUR, MOVEMENT

    Il padre del Movimento Naturale è considerato Georges Hébert. 

    Ispirato dalle pratiche atletiche degli antichi greci, dai movimenti dei marinai che all’epoca scalavano, saltavano e correvano su alberi maestri con giungle di funi, piccole superfici di legno per manovrare le vele sotto qualsiasi condizione atmosferica e dallo stile di vita “primordiale” delle tribù di cacciatori e raccoglitori che ancora alla sua epoca erano presenti in molti luoghi del globo, sviluppò un suo sistema di educazione fisica chiamato “Le Methode Naturelle”.

    georges hébert
    Georges Hébert

    Il metodo vero e proprio che Hébert sviluppò è una continuazione del lavoro di un altro scienziato motorio del secolo precedente, Francisco Amoros. Lui aveva sviluppato un sistema di educazione fisica pensato e utilizzato come allenamento dai militari e dai pompieri francesi, nonché dai rampolli della borghesia parigina. 

    Manuale di educazione fisica, ginnastica e morale di Francisco Amoros, 1830

    All’approccio di Amoros, militaresco e con esercizi molto violenti e quindi estremamente selettivo e non approcciabile da tutti, Hébert integrò gli studi di Georges Demeny. 

    Demeny era un’ingegnere e un inventore, nonché appassionato di ginnastica. È considerato il fondatore dell’educazione fisica scientifica. Da lui Hébert prese i concetti di carico progressivo e di scalabilità.

    Cronofotografia di un corridore realizzata da Georges Demeny nel 1902

    In questo modo il sistema viene pensato per permettere a chiunque di sviluppare le proprie capacità fisiche, invece che essere un processo di selezione per individuare gli individui già dotati naturalmente.

    Un’influenza più filosofica invece Hébert la ebbe da Paul Carton, esponente francese del Naturismo (da non confondere con l’attuale nudismo). 

    Tutto il discorso del ritorno alla natura, che all’epoca aveva molto appeal (siamo nel periodo in cui si sviluppa l’antropologia, in cui i racconti di viaggio degli esploratori e il contatto coloniale con molte società tribali o “altre” alimenta il fascino per l’esotico e i vari miti sui “selvaggi”). 

    Carton è più che altro conosciuto come esponente del vegetarianesimo (a cui lui univa tutto un discorso spirituale e religioso) e della naturopatia, ma Hébert lo spogliò degli aspetti più strettamente religiosi e superstiziosi per concentrarsi invece su tutto il discorso degli effetti negativi che la società moderna dell’epoca, con il suo stile di vita sempre più sedentario e distaccato dalla natura, aveva sullo spirito e sullo stile di vita delle persone.

    Collège d’athlètes, progettato secondo i principi del metodo naturale di Hébert, 1913

    Da dopo la seconda guerra mondiale l’Hebertismo avrà un percorso accidentato e meno visibile, rimanendo vivo in diversi paesi europei attraverso associazioni hebertiste e nel movimento dello scoutismo.

    Per quanto riguarda noi invece, ci trasportiamo negli anni ‘80 in Francia, nei paesini alle porte sud di Parigi, in bilico fra l’essere inghiottiti dalla periferia della metropoli e la campagna. 

    Qui, un gruppo di ragazzi, che inizierà a chiamarsi Yamakasi, si lancia nell’esplorazione estrema di questa zona che ha tratti sia urbani che rurali. E, nel far questo, inventa nuovi modi di muoversi e di allenarsi, che prenderanno in seguito il nome di Parkour.

    David Belle, Sebastian Foucan, Stephane Vigroux, solo per citare alcuni nomi, furono influenzati dal padre di Belle, ex militare, che li introdusse al Metodo Naturale di Hébert che aveva imparato durante la sua carriera nell’esercito. 

    A questo però i ragazzi unirono idee prese dal Taoismo e dalle filosofie orientali, dalla filosofia di Bruce Lee, i movimenti innovativi di Jackie Chan che interagiva con la scena in modi mai visti prima, e anche influssi dello sciamanesimo urbano e del combat vital di Don Jean Haberey.

    È da qui che, pur se in sordina rispetto al Parkour che prenderà una via tutta sua, si ha una vera e propria rinascita del Movimento Naturale. 

    Erwan leCorre, allievo del succitato Don Jean Haberey, decide di recuperare l’opera di Hébert, e di aggiornarla alla luce dei nuovi sviluppi delle scienze motorie, rendendola anche più fruibile a tutti i livelli di preparazione fisica.

    E così, nel 2004, nasce MovNat, che porta il Movimento Naturale all’interno dell’universo del fitness e della preparazione atletica.

    All’incirca nello stesso periodo Rafe Kelley, che più tardi fonderà Evolve Move Play, decide di “staccarsi” in parte dalla direzione in cui si muove il parkour americano, di cui fu uno dei primi praticanti, lavorando allo sviluppo di uno stile di Movimento Naturale fortemente influenzato dal Parkour moderno e dalle Arti Marziali.

    Naturalmente, sia MovNat che Rafe Kelley mantengono quel forte focus sull’allenamento outdoor in ambienti naturali e selvaggi.

    Sia MovNat che Rafe Kelley si muovono all’interno di quella fucina innovativa di metodi e di idee che è la cultura del Movement Training, e possono essere considerati anche loro a pieno titolo la prima generazione, assieme a Ido Portal e Fighting Monkey. 

    Da qui ai giorni nostri, il Movimento Naturale si è sviluppato sempre di più, portando a nuovi sviluppi e nuove direzioni, e andando a influenzare sempre più anche l’ambito generale del fitness e delle scienze motorie.