Il Movement Training è un metodo e una pratica di movimento che ha come obiettivo quello di sviluppare le caratteristiche fisiche dell’essere umano in maniera integrale e non specializzata (generalista). Nel far questo particolare attenzione viene posta anche all’aspetto cognitivo legato al movimento.
Contenuti dell’articolo:
- Fitness vs Movement Training
- Le Basi del Movement Training
- Domini e Sfere del Movimento
- Le Tre Fasi del Movement Training
Il Movement Training sfugge a ogni etichetta che si cerca di applicargli. È difficile descrivere esaustivamente cosa sia questa pratica usando solo le parole (o quantomeno usandone poche). Il modo migliore per capire le idee su cui si basa è praticarlo e farne esperienza diretta.
È una pratica che migliora drasticamente la qualità dei movimenti e le opzioni motorie a nostra disposizione.
Noi alleniamo la complessità del movimento. Partendo da movimenti di base andiamo via via a sviluppare schemi sempre più complessi. Nessuna opzione viene tralasciata, al fine di raggiungere un’elevata intelligenza motoria.
Il movimento non viene semplicizzato e ridotto in maniera bidimensionale, ma esplorato anche nelle sue componenti circolari, spiraliformi, irregolari…
Una movement practice che si rispetti fornirà al praticante un’ampia gamma di opzioni motorie fra cui poter scegliere, permettendogli di adattarsi agli ambienti più disparati e alla complessità delle situazioni che potremmo incontrare nella vita reale, che siano su un campo da gioco o nella vita di tutti i giorni.
Il Movement Training non segue i modelli tradizionali di fitness che sono spesso superficiali, dannosi, poco efficaci o tutte queste cose assieme.
Ma questa definizione non è esaustiva, perché in un certo senso ogni sport e ogni forma di preparazione atletica hanno a che fare con il movimento umano.
Quello che veramente differenzia il Movement Training è il fatto che in questo allenamento si evita la specializzazione e si massimizza invece il generalismo.
La qualità, la varietà e la personalizzazione sono privilegiate rispetto alla ripetizione di modelli che seguono standard astratti. L’allenamento del movimento deve includere tutte le caratteristiche fisiche che sono fondamentali sia per migliorare i movimenti quotidiani sia per sviluppare una condizione atletica ottimale.
Lo scopo è quello di massimizzare l’adattabilità e la padronanza del movimento del singolo individuo, cioè la sua libertà di movimento. Renderci in grado di eseguire tutti gli schemi motori senza limitazioni e con il massimo controllo e padronanza.
FITNESS vs MOVEMENT TRAINING
I metodi di allenamento tradizionali, per migliorare la forma fisica o la salute, tendono a utilizzare schemi di movimento limitati. Ci sono alcuni benefici in questo modo di fare, quando seguiti da un allenatore preparato. Ma vi è però un grave difetto nella sua applicazione ad altre attività sportive, ai movimenti richiesti dalla vita di tutti i giorni e in generale al benessere della persona.
Spesso poi non viene prestata nessuna attenzione né alla forma né alla qualità.
Eseguendo continuamente movimenti meccanici e robotici ne saremo influenzati in maniera negativa anche cognitivamente, a livello subliminale.
Questo perché nella vita reale sperimentiamo invece un fluire di movimenti e circostanze in constante evoluzione e cambiamento. A parte rare eccezioni, non si vedranno mai quei movimenti limitati che vengono proposti nella maggior parte degli allenamenti che troviamo in una palestra tradizionale.
Il fitness spesso utilizza un approccio isolato all’allenamento, cercando di isolare singoli muscoli del corpo.
Il Movement invece ha un approccio integrale che comporta l’uso coordinato di più parti del corpo. In questo modo il focus è posto sulle catene cinetiche complete e non sui singoli gruppi muscolari.
Per esempio, prendiamo una ballerina professionista. Molte fanno preparazione atletica per mantenersi in forma, migliorare le loro prestazioni e prevenire gli infortuni. Con le pratiche di fitness tradizionali, avranno magari dei miglioramenti nella forma fisica, ma è altamente improbabile che questo lavoro andrà anche a migliorare la loro qualità motoria.
Con il Movement invece i due aspetti di forma fisica e qualità dei movimenti sono imprescindibili e strettamente legati fra loro. In questo modo i benefici, anche per gli atleti professionisti, avranno una portata ben maggiore.
Nel Movement Training l’obiettivo è uguale al mezzo che si utilizza per raggiungerlo. Un costante flow reattivo e creativo di movimenti umani che si evolve momento per momento.
Il potere di questo tipo di allenamento non si misura solamente con i numeri ma si misura attraverso qualità come l’eleganza, la grazia, l’agilità e un corpo atletico più resistente agli infortuni, capace di eseguire con facilità ogni tipo di movimento in ogni tipo di situazione.
LE BASI DEL MOVEMENT TRAINING
Nel Movement le componenti del movimento vengono allenate in maniera sinergica, e tutto il metodo è basato sull’andare a migliorare in maniera mirata soprattutto queste e la loro interazione.
In questo modo il praticante sviluppa una struttura solida e flessibile, adattabile a qualsiasi situazione e su cui poter costruire qualsiasi altra abilità specifica.
Per questi motivi il Movement Training è sempre più spesso inserito nella preparazione atletica degli sport da combattimento, in particolare nelle arti marziali miste (MMA), e nella danza.
Prendendo come esempio i praticanti di MMA, questi devono sapersi muovere in maniera efficiente su tutti i piani di movimento, devono essere sempre consapevoli di quello che fa il loro avversario e devono adattarsi alla situazione che cambia improvvisamente secondo dopo secondo.
Il Movement Training prepara il corpo e la mente a questo tipo di movimenti reali.
Man mano che inizierai a padroneggiare tutto questo, diventerai un vero artista del movimento umano, liberando il tuo potenziale individuale e sarai in grado di esprimere il tuo essere attraverso il movimento.
DESTREZZA
La destrezza è fondamenta e focus del Movement Training. È la caratteristica che puntiamo a sviluppare e che costituisce il fulcro di questo metodo. Nicholai Bernstein nella sua opera seminale “Dexterity and its Developments” la definisce così:
Dexterity is the ability to find a motor solution for any external situation, that is, to adequately solve any emerging motor problem
– correctly (i.e., adequately and accurately)
– quickly (with respect to both decision making and achieving a correct result)
– rationally (i.e., expediently and economically), and
– resourcefully (i.e., quick-wittedly and initiatively)»
“Destrezza è la capacità di trovare una soluzione motoria per ogni situazione esterna, cioè, di risolvere adeguatamente ogni problema motorio emergente in maniera:
- Corretta (adeguatamente e accuratamente)
- Veloce (sia per quanto riguarda il prendere una decisione sia per l’ottenere un risultato corretto)
- Razionale (convenientemente ed economicamente) e
- Ingegnosa (in maniera perspicace e intraprendente)”
È sviluppando questa caratteristica che andiamo a migliorare la nostra adattabilità, la nostra neuroplasticità e di conseguenza ad aumentare le opzioni a nostra disposizione e la nostra capacità di selezionarle in base al contesto e applicarle.
Per svilupparla usciamo dalle situazioni standardizzate e ripetitive, esplorando il caos, interagendo con gli altri e l’ambiente in modi nuovi, improvvisando, ricercando nuove possibilità motorie.
TRANSFER
Personalmente cerco di strutturare la pratica di Movimento in modo da ricercare più transfer possibile.
“È nel transfer dell’allenamento che avvengono allo stesso tempo l’apprendimento e il miglioramento della tecnica e lo sviluppo delle qualità (capacità) fisiche correlate o altre.”
“It is in the transfer of training that the learning and improvement of technique and likewise the development of the related, or other physical qualities (abilities) take place”
Anatoliy Bondarchuck – Transfer of training in Sports
Questo fenomeno si suddivide nel transfer delle abilità motorie e nel transfer delle capacità fisiche. È importante notare che si possono anche utilizzare le une per ricercare un transfer nelle altre e viceversa.
Ricercare, selezionare e programmare in modo da focalizzarsi su protocolli che generino più transfer positivo possibile rende efficiente e funzionale l’approccio generalista del Movement Training.
Utilizzando cicli di allenamento che incorporano sia fasi di focus generale che specialistico, l’obiettivo è quello di uno sviluppo armonioso e completo della persona sia sotto l’aspetto atletico che cognitivo.
STRENGTH & CONDITIONING
Le capacità condizionali e coordinative sono le radici che sostengono l’albero dei movimenti. Svilupparle adeguatamente è parte integrante del Movement Training, in quanto sono loro a darci i blocchi per costruire poi la nostra pratica e mantenerne la longevità il più a lungo possibile (applicando protocolli di prehab).
Alcune di quelle su cui ci focalizziamo maggiormente sono:
Forza: La forza è la caratteristica che sta alla base di tutto. Incrementarla permette di ottenere la libertà di movimento. Definisce i limiti a cui possiamo arrivare nello sviluppo delle nostre abilità, non è solo collegata ai muscoli, ma anche a una maggiore densità ossea e a tessuti connettivi più resistenti.
Mobilità: Migliorare la flessibilità, il controllo e la stabilità sviluppando in maniera attiva e dinamica il potenziale completo di movimento delle articolazioni.
Coordinazione: Avere controllo completo dei muscoli, delle articolazioni e di tutte le possibili configurazioni, statiche e dinamiche, della nostra struttura corporea. Include il controllo motorio, l’equilibrio, il ritmo e altre capacità motorie fondamentali.
MINDFULNESS
Nonostante oggi sia un termine troppo spesso abusato, trovo sia adeguato a definire l’ultima componente base della pratica di movimento se preso nella sua accezione neutra, slegata da contesti di setting psicologici o deformazioni new age.
Questa parte è molto ampia, ma riassumendola molto sinteticamente si tratta del rapporto fra i nostri processi interni e quelli esterni.
Consapevolezza del nostro corpo, della nostra mente e dell’ambiente che ci circonda nel qui e ora. Cultura del rischio, saper valutare le nostre capacità e le nostre scelte.
Capacità di calmare la mente e di entrare nello stato di flow.
DOMINI E SFERE DEL MOVIMENTO
Il Movement Training si basa tutto sull’essere adattabili e creativi. Può quindi assumere molte forme a seconda dell’ambiente, delle circostanze e del singolo mover.
Quattro sono i campi fondamentali del movimento umano, i domini, e nel Movement Training gli esploriamo tutti.
Locomozione: muoversi nello spazio in qualsiasi modo possibile e immaginabile. Include movimenti a terra come il crawling, movimenti bipedi come la corsa e movimenti brachiativi come l’arrampicarsi sugli alberi. Può essere focalizzato più sulla funzionalità, sulla creatività o su un mix di entrambe.
Manipolazione: Qui si ha a che fare con la manipolazione di oggetti esterni. Questo include sollevare, lanciare, trasportare e anche pratiche come disegnare, accendere un fuoco, intagliare il legno, suonare etc…
Interazione: tutto ciò che riguarda l’interazione con altre persone. In particolare nel Movement è utilizzato il frame del gioco, che può essere declinato sotto l’aspetto collaborativo o competitivo. Questi giochi li prendiamo molto seriamente, in quanto ci permettono di testare, sperimentare, metterci alla prova e prenderci la responsabilità per noi e per altri esseri umani.
Condizionamento: rinforzare, mobilizzare e prenderci cura del nostro corpo. Tutti gli esercizi che puntano a migliorare le nostre capacità fisiche in funzione di renderci meno fragili e pronti ad affrontare qualsiasi evenienza, per noi e per gli altri.
Questa divisione dei domini del movimento ha una funzione soprattutto concettuale. Nella pratica questi hanno confini sfumati e spesso si sovrappongono l’uno all’altro. Pensa per esempio all’arrampicarsi su un albero: in questo gesto locomozione e condizionamento si sovrappongono e abbiamo l’opzione, volendo, di modificare il nostro approccio in modo da dare più importanza all’uno o all’altro aspetto.
A causa della mia formazione in Antropologia un’ulteriore suddivisione che faccio, allargando il nostro punto di vista, è quella delle sfere. Ogni movimento di uno dei quattro domini rientra anche in una o più di queste sfere:
MOVIMENTO NATURALE: la base di tutto il Movement Training. Gli schemi motori di base e i movimenti collegati all’evoluzione e alla sopravvivenza dell’essere umano.
MOVIMENTO CULTURALE: Modalità di movimento attraverso cui ci si esprime e si esprimono concetti, è sempre connotato e influenzato profondamente da una data cultura, come il movimento espressivo e creativo.
MOVIMENTO ATLETICO: Movimenti finalizzati al condizionamento fisico e movimenti sportivi specializzati.
Queste sfere, ancora più dei domini, tendono a sovrapporsi fra loro e sono spesso molto legate al contesto in cui i movimenti vengono effettuati. La funzione di queste categorie è soprattutto analitica, permette di ampliare la ricerca sul movimento contestualizando in maniera più ampia le sue varianti ed espressioni.
LE TRE FASI DEL MOVEMENT TRAINING
Il Movement Training si struttura su tre fasi, come definito da Ido Portal:
Isolamento: singoli movimenti facenti parte di diverse discipline specialistiche vengono isolati e ridotti alla loro essenza, vengono “atomizzati” spogliandoli delle parti che sono “inutili” al di fuori di un contesto estremamente specializzato.
Integrazione: questi singoli movimenti vengono poi integrati gli uni con gli altri. Gli viene data una coerenza e una direzione. Si vanno insomma a creare dei sistemi di movimento che guidano e strutturano la pratica a seconda dei risultati che si vogliono ottenere.
Improvvisazione: il punto più alto del movement training a cui ogni mover aspira. Qui si sviluppa la capacità di creare qualcosa dal nulla e di entrare nel flow. È una sensazione incredibile… Imparare a improvvisare è strettamente collegato al muoversi meglio. Infatti il movimento, ridotto alla sua essenza, è un improvvisare momento per momento!

















